salottino culturale

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“I matti sono come gli dei non possono stare in mezzo agli uomini” – con questa frase, un ricoverato psichiatrico esprime la sua piena capacità cognitiva del suo essere.

Chi sono i matti? Sono forse coloro che si trovano in strutture sanitarie con patologie scientifiche, o forse siamo noi, esseri umani sani, all’interno di una società malata, in cui l’importante è produrre?

La differenza tra le due parti corrisponde al seguente: nel primo caso, ogni desiderio inconscio viene espresso, attuato, portato a compimento.

Nel secondo caso, il desiderio viene represso, ostacolato, giudicato e quindi non mai realizzato.

La mia riflessione non vuole creare ambiguità, ma offrire un punto di riflessione: forse dovremmo fermarci, pensare a quanto la società ci stia negando il diritto di essere felici. Possiamo essere felici in una vita in cui l’essere umano viene messo in secondo piano rispetto alla produzione, in cui la prestazione è più importante delle emozioni , in cui il numero conta di più della persona .

Così come i folli non possiedono razionalità, l’individuo ne possiede fin troppa, chiudendo ogni porta alla follia che è presente dentro di noi. Ci assicuriamo di non ottenere felicità dalle emozioni, ma solo dalle cose materiali.

Matteo Bernasconi

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