salottino culturale

salottino culturale

salottino culturale

Desiderio o bisogno?
Desiderio o bisogno sono termini che appartengono e danno un senso alla nostra vita quotidiana.
Il bisogno lo viviamo nella società di oggi, rivolgendo il proprio interesse verso qualcosa di materiale.
La macchina nuova, il telefonino o l’abito all’ultimo grido.
Lo scopo è il raggiungimento della ricchezza, da esibire come trofeo.
Più possiedo e posso ostentare, tanto più si definisce la mia identità rispetto all’altro.
Si ricerca quello che non si ha. Si vagheggia il senso di compiutezza che appartiene all’altro, la sua felicità.
Ma tanto più un oggetto soddisfa il mio bisogno, tanto più esso perde di valore, non è più agognato.
Il termine “desiderio” indica invece una forza che allarga il campo della nostra esistenza, rendendo la vita più viva.
‘Desidus’ deriva dal latino ‘de’ (mancanza) ‘sidus’ stella. La stella mancante.
Esso è la massima espressione della “mancanza”, io desidero ciò che mi manca , che non mi appartiene; questo bisogno non è rivolto ad un bene, bensì è rivolto all’altro; l’assenza dell’ altro che mi crea vuoto accresce il mio desiderio.
Un esempio classico è rappresentato dalla fase dell’innamoramento, il nostro ‘io’ tentenna, perdiamo il governo delle nostre azioni, il desiderio si attiva verso l’altro, ci fa uscire dalle nostre sicurezze.
L’innamoramento nei confronti dell’altro infatti porta sempre con sè una certa dose di angoscia, non sono padrone della mia scelta e questo produce inquietudine.
Il desiderio è quindi un intruso, qualcosa che vuole entrare, è un colpo per l’identità.
La grande contraddizione è che il mio desiderio è sempre rivolto verso l’altro. Non punta però a possedere l’altro, il desiderio è sempre desiderio del desiderio dell’altro.
Quando diciamo ‘io ti desidero’ in realtà stiamo dicendo “io desidero il tuo desiderio”, “io desidero essere ciò che ti manca”.
Quindi il desiderio non è rivolto verso un oggetto, il desiderio si identifica prima di tutto come mancanza per l’altro. Quindi non si parla di dissezione dell’altro, delle gambe o degli occhi come pezzi, ma della presenza che causerebbe una mancanza alla mia identità.
La sofferenza umana deriva anche dalle perdite di desiderio, quando una persona se ne va, principalmente noi soffriamo perché in quella persona non creiamo più la mancanza. Io non le manco più, lei/lui può vivere senza di me.
Il desiderio è inoltre attesa, quando un amore finisce l’altro ha smesso di attendere l’amato.
Come la parola trova appagamento solo attraverso l’ascolto dell’altro, Il desiderio si può soddisfare solo attraverso l’altra persona.
Marina Adotti
Matteo Bernasconi

Scrivi a info@salottinoculturale.it